CALTAGIRONE. “Creare un fondo sovrano siciliano per attrarre investimenti, come fermare la fuga di cervelli”, il progetto del Centro studi “Ti amo Sicilia”

“Creare un fondo sovrano siciliano per attrarre investimenti, come fermare la fuga di cervelli”, il progetto del Centro studi “Ti amo Sicilia”- “Lo sviluppo del lavoro e delle opportunità del territorio rappresentano la sfida per far ripartire la Sicilia che attualmente attira solo l’1% degli investimenti esteri”. È questo il progetto lanciato dal Centro studi “Ti Amo Sicilia” durante il quarto panel della giornata di confronto a Caltagirone nella Galleria “Luigi Sturzo”. A esporre le proposte per una programmazione innovativa sono stati il coordinatore dei lavori, Michele Limosani (docente di Economia), insieme al relatore Roberto Cellini (docente di Economia) moderati da Pippo Trimarchi (giornalista Tempostretto).
La necessità di trovare un argine alla fuga di cervelli, che rappresenta un fallimento della politica nazionale e regionale, è stato al centro del dibattito. Il grido d’allarme è stato lanciato, soprattutto, dai giovani. “La valorizzazione della Zes è uno dei modelli di programmazione innovativo interregionale a tutela delle filiere e della concorrenza regionale, ma da solo non basta”, è emerso dal confronto. “Serve un vero coordinamento anche da parte delle università per la capacità di trasferire la tecnologia al mondo delle imprese, ma non possono fare questo lavoro da sole”, si è concluso. Nel corso del dibattito sono intervenuti Carmelo Satta (presidente FENAI Group), Guido D’Amico (presidente Confimprese Italia), Federica Pollari (Patto per restare), Roberto Franchina (Presidente regionale Piccola Industria - Confindustria Sicilia), Francesco Lucchesi (Segretario Rregionale CGIL Sicilia).

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