Giornalismo e Violenza di Genere. Il tema affrontato anche in chiave multiculturale. Si apre il triennio formativo dell' Odg Sicilia

di Ambra Drago e Riccardo Picone
Si è svolto oggi il primo incontro dell'Ordine dei Giornalisti della Sicilia, in via Bernini a Palermo che ha ufficialmente dato il via al triennio formativo 2026/2029. L'evento ha visto la partecipazione, in qualità di relatori di Salvo Li Castri componente del Consiglio dell' Ordine dei Giornalisti di Sicilia, della psicologa Ivana Marino e del dott in Giurisprudenza Abdul. Il ruolo dei media nel narrare la violenza contro le donne non è mai stato così centrale. Per rispondere all'esigenza di una comunicazione più consapevole e rispettosa senza ledere il diritto di cronaca.Il Focus dell'Incontro ha riguardato quindi la responsabilità linguistica abbattendo gli stereotipi. Inoltre é stato approfondita la figura del " persecutore" e cosa sta dietro ai concetti di vittimizzazione primaria e secondaria.
Al centro del dibattito sono state tre le linee guida:
• Linguaggio rispettoso: Abbandonare termini che colpevolizzano la vittima o giustificano l’aggressore.
• Contrasto al sensazionalismo: Evitare la ricerca del dettaglio morboso a favore di un’informazione accurata e asciutta.
• Gestione della vittima: Tutelare la dignità e la privacy di chi ha subito violenza, evitando la cosiddetta "vittimizzazione secondaria".
Inoltre sono stati raccontati alla platea alcuni dati dell' Istat sul tema della violenza sulle donne. Un indagine su un campione di sei milioni e quattrocentomila donne. In particolare le donne di età compresa dai 16 ai 75 anni quindi il 31,9 per cento ha subito una violenza fisica o sessuale. Il 12 percento delle donne hanno subito minacce.
Il dottore in giurisprudenza Abdul ha poi esposto una relazione attraverso lo sguardo di donne bengalesi che sono vittime di violenza. "Sono contesti in cui la subordinazione femminile al maschile a volte é giustificata. Eppure molto spesso sottolinea il dottore in giurisprudenza non denunciano per la.pahra che rimangono solo in un paese straniere.Dall' altra parte per loro c'è la paura dell' alternativa. Spesso l' inserimento in contesti di protezione creano in loro disagio. Alcune mie assistite lo hanno vissuto come uno spazio soffocante. Loro hanno una scelta drammatica tra restare nella violenza o affrontare la libertà ma dove si sentono in difficoltà nell' inserimento. Loro preferiscono rimanere spesso con un marito violento che denunciare.per me i due strumenti di emancipazione sono l' istruzione e il lavoro e vale soprattutto per le nn donne che arrivano in Italia".
Un approfondimento dal consigliere Li Castri é stato dedicato al Testo Unico Dei teologico entrato in vigore nel giugno 2025 e all' articolo 13 che é il rispetto delle differenze di genere.
L'evento che ha visto un' ampia partecipazione e anche un interessante dibattito ha permesso ai giornalisti l’acquisizione di crediti deontologici, essenziali per l’aggiornamento professionale obbligatorio.

Nessun commento:

Posta un commento