La metamorfosi di Messina: da città spenta a città programmata con 35 milioni sull’energia e 279 milioni sul territorio. L’Amministrazione Basile traccia il bilancio

Si è svolta oggi a Palazzo Zanca la conferenza stampa dedicata a “Messina 2018/2026: la metamorfosi del territorio, politiche energetiche, mare, suolo e coste”, alla presenza del sindaco Federico Basile, dell’on. Cateno De Luca e dell’assessore alle Politiche energetiche e alla Difesa del suolo Francesco Caminiti. Nel corso dell’incontro l’Amministrazione comunale ha illustrato il percorso compiuto dal 2018 ad oggi nella trasformazione del territorio cittadino, con particolare riferimento alle politiche energetiche, alla tutela del mare, alla difesa del suolo e agli interventi lungo la fascia costiera, inseriti nel quadro strategico “Messina 2026/2031 – Il futuro inizia oggi”.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Federico Basile:
«Il cambio di paradigma è il passaggio dalla cultura dell’emergenza alla cultura della soluzione. Questa è la sintesi di tutto quello che si è fatto e si sta facendo».
Un metodo operativo che ha riguardato tutti i servizi:
«Non si interviene più in maniera emergenziale ma strutturale. La difesa del suolo è un tema che, come spesso accade in occasione di eventi straordinari, torna agli onori della cronaca. È un ambito sul quale dobbiamo continuare ad accendere i riflettori: esiste una struttura commissariale regionale che gestisce il sistema, ma sapere che nella nostra città sono stati programmati interventi per circa 280 milioni dimostra come la visione sia orientata alla tutela del territorio e non soltanto alla gestione dell’emergenza.
Lo stesso ragionamento vale per gli impianti di illuminazione con oltre 35 milioni di investimenti, accompagnati da una delibera che rappresenta un elemento simbolico per la città, come l’illuminazione di Messina 2. Perché spesso sono proprio le piccole cose a determinare i grandi risultati.
Le politiche del mare: una Bandiera Blu conquistata a testa alta dopo anni di percorso e la riqualificazione di undici chilometri su cinquantatré di costa. Restano gli ultimi tratti, previsti per quest'anno gli interventi di bonifica da effettuare a Maregrosso e Contesse (ex Samar), un altro grande pezzo di città sul quale si sta lavorando».
L’assessore Francesco Caminiti ha ricostruito il punto di partenza:
«Quando sono arrivato al Comune nei cassetti non ho trovato nulla: una città spenta, non solo al buio ma senza programmazione. Si interveniva sempre con la somma urgenza. Parliamo dei censimenti: non era censito l’impianto di illuminazione, non esisteva il censimento del patrimonio e gli interventi sui torrenti erano sempre successivi all’emergenza.
Nei primi tempi ho girato la notte con alcuni presidenti di circoscrizione facendo sopralluoghi: CEP, Case Gialle, Santa Lucia sopra Contesse, isolato 13, Messina 2. La città era realmente buia, anche per mancanza di fondi: scontava 550 milioni di debiti e i dipartimenti non avevano risorse per intervenire.
Se cadeva un palo dell'illuminazione non veniva sostituito ma lasciato a terra sul marciapiede. Si risparmiava sulla bolletta non illuminando la città. Un cittadino non dovrebbe chiamare il sindaco per chiedere la sostituzione di una lampadina in una città metropolitana, ma purtroppo era la normalità».
Da qui l’avvio del piano di efficientamento:
«Abbiamo trasformato a LED tutta la città: 27.000 punti luce, digitalizzato la manutenzione con l’app Messina in luce e il QR code, gestendo oltre 9.000 segnalazioni. Sostituiti 20 km di linee elettriche, 100 quadri elettrici e 4.100 sostegni, con verifiche su altri 6.000. Riduzione dei consumi energetici di circa il 70% e risparmio di 2 milioni di euro l’anno».
L’azione si è estesa alla città smart e alla mobilità elettrica:
«Oggi abbiamo 130 colonnine di ricarica, sistemi di telecontrollo, sensori e il progetto MAGIS con 1.032 telecamere. Sugli edifici pubblici abbiamo avviato e per buona parte eseguito un piano di investimenti da 35 milioni tra scuole, impianti sportivi ed edifici comunali».
Sulle politiche del mare:
«Dal percorso “Aspettando Bandiera Blu” siamo arrivati a 100 accessi a mare, 30 postazioni attrezzate, 40 assistenti bagnanti e nuovi servizi finanziati per 3 milioni. Oggi abbiamo un parco progetti e una programmazione fino al 2030: l’obiettivo è lasciare alla città qualcosa che permetta di non ripartire mai più da zero».
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Cateno De Luca:
«I risultati oggi parlano da soli. La pubblica illuminazione è un bene d’uso pubblico e il Comune deve garantire gli standard di sicurezza. Messina si è accesa e abbiamo chiuso la fase dei ghetti: la città non può permettersi zone off limits.
Dalla gestione dell’illuminazione alle politiche energetiche e alla difesa del territorio si è costruita una visione che mette insieme tutela e valorizzazione. Oggi abbiamo un quadro di normalità che prima non c’era e su questa base possiamo lavorare per chiudere le fragilità e aprire nuove opportunità di sviluppo».

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