Non è un tema marginale né un’emergenza episodica, ma un fenomeno strutturale che investe direttamente il sistema produttivo. Con questa consapevolezza si è svolto oggi, nella sede della delegazione di Sicindustria Palermo, il convegno “Certificazione della Parità di Genere – Zero Molestie. Contro ogni forma di violenza per la tutela della dignità nel lavoro”, organizzato da Concordia et Ius srl – Organismo di Conciliazione n. 809 – in collaborazione con Sinalp e Sicindustria. Al centro del confronto tra istituzioni, imprese e professionisti, i dati più recenti dell’Istituto Nazionale di Statistica (Indagine 2022-2023): il 13,5% delle donne in Italia ha subito molestie sul lavoro nel corso della vita lavorativa. In Sicilia la percentuale sale al 15,8%, superando la media nazionale.
Numeri che non descrivono casi isolati, ma una realtà radicata che interroga direttamente le organizzazioni aziendali. Ed è proprio da questi dati che è partita la riflessione sulla sicurezza che, come è stato sottolineato, non si esaurisce nella protezione dai rischi materiali, ma deve includere anche la gestione dei rischi psicosociali e relazionali all’interno dei contesti lavorativi. “Le imprese moderne non possono limitarsi al rispetto formale delle norme – ha commentato Luigi Rizzolo, presidente di Sicindustria –. La tutela della dignità della persona è parte integrante della sostenibilità aziendale. Parlare di competitività significa anche costruire ambienti di lavoro sicuri, rispettosi e inclusivi. Il sistema imprenditoriale è chiamato a fare la propria parte con strumenti concreti, modelli organizzativi adeguati e un impegno costante nella prevenzione”. Accanto alla dimensione delle molestie nei luoghi di lavoro, è stato affrontato anche il tema della fragilità economica femminile, che in Sicilia si traduce in bassi tassi di occupazione, carriere discontinue e maggiore esposizione a condizioni di dipendenza economica. “La violenza economica – ha sottolineato Andrea Monteleone, vice segretario nazionale di Sinalp – è una delle forme più silenziose ma più pervasive di disuguaglianza. In Sicilia i dati su occupazione e reddito femminile impongono un’assunzione di responsabilità concreta da parte delle imprese. Aderire alla Rete Zeromolestie significa trasformare la responsabilità sociale in un impegno misurabile e immediato a tutela della dignità e dell’autonomia economica delle donne”. Dal confronto è emersa la volontà condivisa di avviare un percorso stabile tra imprese, istituzioni e professionisti, orientato a integrare politiche di parità di genere, sistemi di compliance, procedure interne di segnalazione e programmi strutturati di formazione continua. Ampio spazio è stato dedicato al ruolo della mediazione quale strumento qualificato di gestione delle criticità relazionali e organizzative nei contesti lavorativi, con particolare attenzione alla prevenzione delle condotte lesive della dignità personale e alla tutela effettiva del lavoratore. Nel suo intervento, Alessia Pollina, ceo di Concordia et Ius srl, ha evidenziato la necessità di intercettare tempestivamente le situazioni di rischio prima che si traducano in contenzioso, in danni reputazionali o in compromissioni irreversibili dell’equilibrio organizzativo. “La violenza e le molestie nei luoghi di lavoro – ha dichiarato – non possono essere ridotte a mere tensioni interpersonali, ma rappresentano condotte che incidono direttamente sulla dignità, sulla salute e sulla libertà della persona che lavora, oltre che sulla responsabilità dell’organizzazione datoriale. La mediazione, pur non costituendo lo strumento risolutivo esclusivo di tali fattispecie, può assumere un ruolo centrale quale presidio di prevenzione e tutela: offre uno spazio neutrale, protetto e riservato, idoneo all’ascolto qualificato, alla gestione tempestiva delle segnalazioni e alla salvaguardia concreta del lavoratore, nel rispetto degli obblighi previsti dall’ordinamento in materia di sicurezza, non discriminazione e tutela della persona”. Nel corso dell’evento è stata inoltre ricordata la campagna nazionale “Scontrino Zero Molestie”, che prevede l’inserimento del numero antiviolenza 1522 sugli scontrini fiscali delle attività aderenti: un gesto semplice ma ad alto impatto sociale, pensato per diffondere capillarmente uno strumento di supporto e rafforzare la rete territoriale di tutela. Hanno preso parte al dibattito, il vice sindaco del Comune di Palermo, Giampiero Cannella; l’onorevole Alessandro Porto, componente della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro dell’Assemblea regionale siciliana; l’ispettore territoriale del lavoro di Palermo, Girolamo Catalano; Natasha Pisana, responsabile Rete Zero Molestie; Giuseppe Paterna, ceo Fortezza srl; Massimo Giambarresi, ceo Geni srl; Paola Catania, consigliera nazionale Ande Roma; Stefania Pusateri, responsabile tecnico Geni srl.

Nessun commento:
Posta un commento