Catania, un altro giorno di riprese e sviluppo delle pellicole. Il 15 maggio proiezioni finali

CATANIA - «Imparare ad aspettare. Aspettare prima di premere “Rec”, ragionare sull’inquadratura e su quello che scegliamo di riprendere… È chiaramente qualcosa di molto istruttivo, che ci permette di guardare al mondo con una velocità e un’attenzione diversa. Quindi anche con più profondità». Perché insegnare a ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di secondo grado a girare un cortometraggio usando una cinepresa con la pellicola? Per questo. Perché nell’attesa nasce il ragionamento e, da quello, il pensiero critico che è sempre importante esercitare, soprattutto quando si è adolescenti.
Il senso del progetto "CHŌRA – Percorsi di alfabetizzazione e decodifica delle immagini attraverso il cinema” è tutto in questo, sintetizzato nelle parole del responsabile scientifico Mauro Maugeri, regista e documentarista, catanese di nascita e bolognese di adozione.
È Maugeri uno degli esperti chiamati a seguire il percorso di ragazze e ragazzi al primo approccio con la macchina da presa, impegnati a regolare l’esposizione, la luce, a gestire l’inquadratura, a pensare al movimento. Per poi aspettare ventiquattr’ore e partecipare allo sviluppo della pellicola. Una pratica che, per chi è nativo digitale, nato quando il nuovo Millennio era già avanti da un po’, è quantomeno “vintage”.
"CHŌRA – Percorsi di alfabetizzazione e decodifica delle immagini attraverso il cinema” è stato ideato dal Consorzio di cooperative sociali Il Nodo e realizzato nell’ambito del Piano nazionale cinema e immagini per la scuola di Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione e del Merito. Anche oggi, fino alle 11, nella sede del Consorzio Il Nodo di via Nuovalucello i ragazzi e le ragazze degli istituti “Galileo Ferraris” di Acireale e “Fermi Eredia” e “Pestalozzi” di Catania saranno coinvolti nelle attività laboratoriali.
«Il laboratorio di ripresa in pellicola è il fiore all’occhiello del progetto - spiega Bruna D’Angelo, coordinatrice di CHŌRA - Stiamo facendo un salto indietro nel passato, ma anche un approfondimento sulla storia dell’immagine, grazie a tecnologie ormai poco usate ma estremamente affascinanti». E ancora: «I ragazzi non sanno come si è arrivati allo smartphone, non immaginano neanche cosa c’era prima. Il senso non è capire quanto una tecnica è antica, ma quanto lavoro c’è dietro a un’immagine, dare loro gli strumenti per comprendere significati nascosti». Da lì, nella declinazione quotidiana, anche stimolare una riflessione su cosa riprendere nel quotidiano, con in mano uno strumento potentissimo come un cellulare.
Il progetto “CHŌRA” in totale coinvolge nove istituti scolastici fra i Comuni di Catania (“Fermi-Eredia”, “Italo Calvino”, “Parini” e “Pestalozzi”), Acireale (“Galileo Ferraris”), Misterbianco (“Leonardo Da Vinci”, “Pitagora”, “Gabelli”) e Aci Sant’Antonio (“Alcide De Gasperi”). I prodotti realizzati saranno mostrati alla fine del progetto: l’appuntamento conclusivo è fissato per il 15 maggio, dalle 16, sempre nella sede del Consorzio.
Tra i partner: il Margherita Multisala di Acireale, l’associazione culturale Scarti (che da oltre vent’anni organizza il festival di cortometraggi Magma - Mostra di cinema breve), l’Ucca (Unione circoli cinematografici dell’Arci), l’Abadir (Accademia di design e comunicazione visiva), ma anche Santabriganti, Svelamondi, la cooperativa Futura ‘89, lo studio Lemov, l’officina fotografica Shado e, soprattutto, il Comune di Acireale. Per rendere possibile “CHŌRA” è stata anche indispensabile la collaborazione dei Comuni di Catania e Misterbianco e del Cinema King Multisala, di via De Curtis (Catania).

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