Roberta Schillaci ha parlato anche di “Allarme serio relativamente alla gestione dei beni confiscati in Sicilia, che rappresentano più del 50% di quelli di tutto il Paese. Sono insufficienti i fondi regionali e statali – ha detto – per consentire il riuso sociale degli immobili sottratti ai boss che talvolta sono in condizioni degradate”. Infine la segretaria dell’Antimafia regionale si è soffermata sulle recenti intimidazioni nel territorio del Palermitano. “E opportuno denunciare il racket – ha precisato – così come è fondamentale che lo Stato non abbandoni le vittime delle estorsioni, relativamente a vigilanza, protezione e presenza massiva delle forze dell’ordine”.
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Antimafia: Schillaci (M5s), regione ha armi spuntate contro corruzione e infiltrazioni mafiose, allarme su gestione appalti e uso beni confiscati
PALERMO – “Sul fronte della lotta alla corruzione ed alle infiltrazioni mafiose, la Regione ha le armi spuntate. L’attuale governo regionale e quello precedente non hanno fatto nulla per potenziare l’ufficio anticorruzione, che è sguarnito dal punto di vista qualitativo e quantitativo. A ciò si aggiunga che nell’affidamento degli appalti, sovente, i dirigenti nominino sempre gli stessi rup, e che non funziona la centrale unica di committenza”. Lo ha detto Roberta Schillaci, segretaria della Commissione regionale Antimafia e vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana, durante la presentazione della relazione annuale della Commissione. “Da poche settimane, con un emendamento alla legge regionale 13 del 2026, esiste una norma che impone ai dirigenti di motivare le nomine dei rup, soprattutto quando viene meno il principio di rotazione, informando il responsabile anticorruzione e l’organismo interno di valutazione E’ un deterrente ai fenomeni corruttivi che non consentirà più premialità indistinte per i dirigenti che non ottemperano a questa prescrizione”.
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