I bagni storici, aristocratici e popolari, di una Palermo che fu. Kalos pubblica "In tempo di bagni" di Adriana Chirco e Dario Lo Dico. Presentazione 12 luglio

Dai primi stabilimenti idroterapici a Villa Igiea al Molo Trapezoidale. In mezzo si scopre una città che tenta sempre di recuperare il suo rapporto col mare. Adriana Chirco, architetto e storico dell’arte, appassionata narratrice di Palermo, e Dario Lo Dico, studioso e collezionista di storia cittadina, hanno provato a raccontare questo dialogo mai sospeso, ma neanche mai completato: mettendo mano a un lavoro iniziato vent’anni fa, nasce così “In tempo di bagni” – pubblicato da Kalós – volume che ricostruisce e celebra più di due secoli di storia balneare cittadina attraverso tantissime immagini d’epoca, documenti d’archivio, ordinanze e regolamenti dell’epoca, ricordi, planimetrie, cartoline, costumi alla moda.
La prima presentazione è in programma domenica prossima (12 luglio) alle 18.30 al Club Canottieri Roggero di Lauria (Villa Lauria, a Mondello). Dopo i saluti del presidente del Circolo, Andrea Vitale, Adriana Chirco e Dario Lo Dico discuteranno del libro con Daniele Anselmo, Dino De Giacomo, Antonio Rini e Valentina Salvia.
L’interramento della Cala, la nascita dei cantieri, i bombardamenti del ‘43 e lo smaltimento dei detriti gettati in mare: Palermo ha trattato veramente male le sue coste, dimenticando la sua anima “tutto porto”. Negli ultimi anni, il recupero del litorale, la risistemazione a giardino del Foro Italico, la riqualificazione del Molo trapezoidale e del porticciolo di sant’Erasmo, hanno avviato una storia diversa. Questo volume è invece il racconto di come i palermitani vivevano il loro mare, ad ogni livello sociale, dai “bagni popolari” ai lidi aristocratici. Dall’avvio, sotto l’egida di Ferdinando IV di Borbone, dei primi stabilimenti balneari presso la Casina per i bagni dell’Arenella, alla nascita del mito del Lido di Mondello e della sua spiaggia rosa, alla storia dei circoli nautici cittadini, protagonisti di mondanità e divertimento, fino alla realizzazione, ultimo nato, del Molo Trapezoidale. Riemerge dalle pagine la storia dei primi stabilimenti di bagni idroterapici, di Villa Igiea e dell’Acquasanta, della via del Borgo, del Sammuzzo, della Cala con il brigantino di Ignazio Florio e di Romagnolo, ma anche dell’antico borgo marinaro di Sferracavallo.
Adriana Chirco, architetto e storico dell’arte, vive a Palermo, dove ha insegnato Storia dell’Arte. Ha condotto approfonditi studi sulla storia edilizia e urbanistica della città e sulle problematiche del recupero del patrimonio artistico urbano. Da sempre attiva in progetti indirizzati alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale, è presidente della sezione di Palermo di Italia Nostra e membro del consiglio nazionale della stessa associazione. Collabora con le associazioni culturali cittadine per l’organizzazione di convegni e manifestazioni volti alla valorizzazione del patrimonio storico e edilizio; dal 1992 ha pubblicato oltre venti titoli per Dario Flaccovio Editore e Edizioni Kalós sulle vicende storiche e urbanistiche della città di Palermo.
Dario Lo Dico, palermitano per nascita e per passione, attualmente vive e lavora a Padova. È studioso e collezionista di storia cittadina e di storia della fotografia. Sin da giovane è stato membro del consiglio direttivo della sezione di Palermo di Italia Nostra e collaboratore della rivista «Kalós – arte in Sicilia». È autore di numerosi articoli e studi sulla storia della città e della fotografia delle origini, fra cui per Eidos La Révolution de Palerme. I luoghi della città; per Kalós Palermo 1860. Stereoscopie di Eugène Sevaistre, Un fotografo americano in Sicilia e altri titoli.

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