Palermo, 8 luglio 2026 – Il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo e i consiglieri esprimono profonda vicinanza all’amico e collega Franco Sutera, dirigente medico dell’Asp di Palermo, accoltellato questa mattina nel centro di via Arcoleo. L'Ordine manifesta grande preoccupazione per la gravità dell'accaduto e delle ferite inferte alla spalla e al volto, e gli rivolge un augurio di pronta guarigione. “Basta parole di circostanza. Serve il Daspo sanitario – sottolinea il presidente dell'Omceo Toti Amato, componente del direttivo della Federazione nazionale Fnomceo –. Chi aggredisce chi cura deve essere subito allontanato dai luoghi di assistenza e non deve poter tornare liberamente negli ambulatori e negli ospedali, salvo emergenze indifferibili e solo attraverso percorsi protetti e presidiati dalle forze dell’ordine. Il diritto alle cure resta inviolabile, ma nessuno può trasformarlo in un alibi per esercitare violenza. Chi colpisce chi cura rompe il patto civile che rende possibile quel diritto”.“Non siamo più davanti a episodi isolati, ma a un attacco diretto alla sicurezza delle cure e alla tenuta del servizio sanitario – prosegue Amato –. Chi entra in un presidio sanitario con un coltello, chi minaccia o ferisce un medico o un operatore non colpisce solo una persona, colpisce lo Stato, i cittadini e il diritto alla salute di tutti”.
“Non basta arrestare dopo – conclude il presidente –. Bisogna impedire che accada prima. Ogni aggressione va perseguita con la massima severità. Non possiamo chiedere ai professionisti di restare in prima linea e poi lasciarli soli davanti alla violenza”.
L’Omceo di Palermo si costituirà parte civile nei procedimenti che saranno avviati per l’aggressione al dottor Sutera, a tutela del collega ferito e dell’intera comunità professionale.
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