Al via la formazione per i liceali del Meli: i giovani a scuola di medicina

Per una settimana 36 studenti affiancheranno i professionisti della struttura per scoprire da vicino il mondo della sanità.
Palermo, 4 settembre 2026 – Prenderà il via lunedì 7 settembre la Formazione Scuola- Lavoro (FSL) che vedrà protagonisti gli studenti della sezione “Ippocrate” (classi 5H e 5I) del Liceo Classico Meli di Palermo. I 36 ragazzi coinvolti nel progetto vivranno un’esperienza formativa a stretto contatto con la realtà ospedaliera del Dipartimento Oncologico La Maddalena. Gli studenti arriveranno ogni mattina intorno alle ore 8:00 e verranno smistati tra i vari reparti e servizi della struttura per osservare da vicino la quotidianità del lavoro sul campo.
Il primo giorno, gli studenti saranno impegnati nei reparti di Radiologia, Radioterapia e Radiometabolica, per poi proseguire nel corso della settimana negli altri reparti e ambulatori di Cardiologia, Endocrinologia, Farmacia, Anatomia Patologica, Oncologia, Endoscopia, Chirurgia Toracica e Chirurgia Addominale.
Oltre all’attività clinica nei reparti, ogni giorno gli studenti si riuniranno nell’aula didattica per momenti dedicati ad approfondimenti tematici e lezioni interattive. Non mancheranno i confronti con il personale sanitario (anestesisti, biologi, farmacisti, psicologi) e infermieristico, oltre che con i pazienti: ascoltando le loro storie, i giovani avranno l’opportunità di scoprire nuove realtà e di imparare sul campo il valore dell’empatia e della resilienza.
“Siamo felici di rinnovare per il quarto anno consecutivo l’appuntamento con i ragazzi della sezione Ippocrate del Liceo Meli”, commenta la cardiologa Rosanna Zito, responsabile dell’organizzazione. “Questa settimana rappresenta per loro un’opportunità straordinaria di crescita personale e orientamento professionale: un’occasione unica per imparare tanto, comprendere le complessità del mondo della sanità e, ci auguriamo, far nascere in molti di loro la passione e il desiderio di intraprendere in futuro la carriera medica”, conclude Zito.

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