«Sono particolarmente lieto che sia il Comune di Palermo a farsi tramite di questo dono – dichiara Roberto Lagalla –. Il rapporto tra Palermo e Assisi è un rapporto fatto di cultura, spiritualità e persone, e questa opera contribuisce a rafforzarlo».
Il quadro, firmato e datato 2026, è realizzato in tecnica mista su carta in fibra di cotone e misura 70 × 100 centimetri. Francesco e Chiara occupano due campi distinti della composizione: il primo immerso nella luce azzurra del giorno, con il sole dorato; la seconda avvolta da un blu notturno sul quale emergono luna e stelle.
Al centro le loro mani si toccano. È il punto in cui i due spazi pittorici entrano in relazione e dove si concentra il significato più diretto dell’immagine.
Il richiamo al Cantico delle Creature attraversa l’intera composizione, dal sole alla luna fino alla presenza della natura. Madè inserisce il tema francescano in una struttura figurativa essenziale, con figure frontali e superfici prive di profondità prospettica, avvicinandosi alla chiarezza dell’iconografia devozionale senza rinunciare alla propria riconoscibilità pittorica.
Le zone dorate e argentee sono state realizzate a mano con foglia applicata a missione.
L’opera arriva ad Assisi all’interno di una vicenda artistica iniziata diversi decenni fa. Madè ha infatti realizzato per la Basilica la Via Crucis su pietra lavica del Chiostro dei Morti e il ciclo del Santo Rosario ospitato nel Salone Romanico. Il suo Presepe incantato, in vetro di Murano, è stato inoltre esposto negli spazi della Basilica.
«È un rapporto che ha accompagnato la mia vita e il mio lavoro – dichiara il Maestro –. Donare quest’opera significa dare continuità a una storia alla quale mi sento profondamente legato».
Il 4 ottobre quel percorso troverà quindi un nuovo approdo: un dipinto partito da Palermo entrerà nella Basilica attraverso un gesto condiviso dall’artista, da Festina lente e dalla città.

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