Endometriosi, l'Ordine contribuisce alla piattaforma digitale della rete siciliana

Amato: "Uno strumento concreto per la continuità delle cure" - Ettore: "Una valutazione accurata permette di evitare interventi invasivi non necessari" - Maiorana "Il primo livello deve riconoscere il sospetto diagnostico. Gli altri livelli devono intervenire secondo le esigenze cliniche"Palermo, 19 ottobre 2026 – Un percorso di cura che accompagni le donne con endometriosi dalla diagnosi ai controlli successivi, collegando ospedali e servizi territoriali. Sabato 17 ottobre a Catania, in occasione del XII Congresso mediterraneo di chirurgia endoginecologica, e' stata presentata la piattaforma digitale della Rete Endometriosi Sicilia (Res), realizzata con il contributo dell’Ordine dei medici di Palermo.
"L'Ordine ha voluto contribuire con uno strumento concreto alla continuità delle cure. L'endometriosi richiede spesso controlli per anni e il coinvolgimento di più specialisti. Formazione e comunicazione tra i professionisti significano evitare passaggi ripetuti, valorizzare le informazioni già raccolte e accompagnare le donne lungo tutto il percorso, senza lasciare loro il peso di ricominciare ogni volta da capo". Così il presidente dell'Omceo di Palermo Toti Amato.
Protagonisti della rete Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento materno-infantile del Garibaldi di Catania, e Antonio Maiorana, direttore della Ginecologia e Ostetricia del Civico di Palermo e consigliere dell'Ordine, ideatori del Percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (Pdta) regionale, istituito con decreto assessoriale n. 652 del 23 giugno 2025 e già operativo nell'ambito della Rete regionale dell'endometriosi. Per i due specialisti, la sfida e' ora tradurre questa integrazione in un'assistenza coordinata e continuativa, superando la frammentazione dei percorsi e migliorando la presa in carico delle pazienti.
"La condivisione dei casi clinici tra i centri e' fondamentale, soprattutto nelle forme più complesse di endometriosi, che richiedono il coinvolgimento di specialisti diversi. Chirurghi generali, urologi e radiologi devono contribuire alle decisioni terapeutiche con competenze specifiche, non limitarsi a una presenza formale nel gruppo multidisciplinare. Una valutazione accurata, accompagnata da esami radiologici mirati, permette di programmare meglio gli interventi ed evitare procedure invasive non necessarie. Per questo la formazione assume un ruolo centrale nella scelta del trattamento più appropriato", ha spiegato Ettore, ringraziando l'Ordine per la nuova piattaforma realizzata.
Per Maiorana: "La vera sfida non riguarda soltanto il singolo intervento chirurgico o la prescrizione di una terapia, ma la gestione della paziente nel lungo periodo. Bisogna seguire una malattia cronica che può richiedere competenze diverse e un'assistenza continuativa. Per questo è necessario coinvolgere realmente i centri territoriali, valorizzare il ruolo dei consultori e distribuire le attività secondo le competenze delle singole strutture. Non possiamo concentrare tutte le pazienti nei centri di maggiore complessità, perché rischieremmo di aggravare ulteriormente le liste d'attesa. Il primo livello deve riconoscere il sospetto diagnostico e accompagnare la donna verso gli approfondimenti necessari. Gli altri livelli devono intervenire secondo le esigenze cliniche.
"La piattaforma digitale permetterà inoltre di seguire le attività cliniche e raccogliere dati utili anche alla ricerca scientifica. Il suo valore dipenderà dalla capacità di utilizzare gli stessi strumenti e di alimentare correttamente le cartelle cliniche, rispettando le competenze e le autorizzazioni dei diversi centri".
Il sistema informatico e' stato illustrato, in rappresentanza dell'Ordine, da Marco Giacalone, titolare di MarcoMedia, che ha curato la progettazione e lo sviluppo della piattaforma. Come ha spiegato "la piattaforma e' stata costruita sulle esigenze espresse dai clinici. Consente ai centri di verificare le pazienti in carico, gli invii, gli appuntamenti e i controlli programmati, attraverso accessi differenziati e tracciati a tutela dei dati sanitari. Integra inoltre strumenti di intelligenza artificiale per verificare la completezza delle cartelle e facilitare la redazione dei referti, oltre a uno spazio riservato per il confronto tra professionisti su casi anonimizzati".
La rete oggi comprende tre centri di riferimento. A quelli dell’Arnas Civico di Palermo e dell’Arnas Garibaldi di Catania si è aggiunto l’ospedale Umberto I di Enna, riconosciuto formalmente dall’Asp il 4 settembre scorso, con l’Unità operativa di Ginecologia e Ostetricia diretta da Basilio Pecorino.

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