Giornata mondiale del rene: in Sicilia oggi 604 pazienti in attesa di trapianto di rene, 4.500 quelli che potrebbero aspirare ad essere inseriti nel registro, dati diffusi a Palermo a “Nefrochef–Il Gusto della Vita”

In Sicilia sono 604 i pazienti in lista d’attesa di trapianto renale da cadavere (dati aggiornati a marzo 2026): 126 all’ospedale Arnas Civico di Palermo, 331 all’Ismett e 117 al Policlinico di Catania. Nel 2025 sono stati eseguiti, sempre nell’Isola, 228 trapianti da donatore cadavere, di cui 97 di rene, nel 2024 ne erano stati eseguiti 307 complessivamente, 146 quelli renali. Sul fronte dei pazienti dializzati, dal registro della Sicilia, emerge che nel 2025 sono stati 5.413 i pazienti prevalenti (in atto dializzati) e 639 i pazienti incidenti (coloro che ogni anno comincianola dialisi); nel 2024 erano 5.265 i prevalenti, mentre 712 gli incidenti; nel 2023 erano 5.231 i prevalenti e 829 gli incidenti.
I numeri sono stati evidenziati, in mattinata, nel corso dell’iniziativa “Nefrochef – Il Gusto della vita”, organizzata a Palermo, in occasione della Giornata mondiale del Rene, da Angelo Ferrantelli, presidente della Fondazione italiana del rene Sicilia e direttore della unità operativa complessa di nefrologia dialisi e trapianto renale dell’Arnas ospedale Civico di Palermo, e Marco Guarneri, direttore della unità di nefrologia e dialisi del Policlinico universitario di Palermo e co-organizzata dalla Fir Sicilia, Fondazione italiana del rene.
Con lo slogan “Proteggi i tuoi reni oggi: la prevenzione salva la tua vita, la donazione può salvarne molte altre”, 12 pazienti affetti da gravi patologie del rene e i rispettivi caregiver, divisi in 4 squadre, si sono sfidati ai fornelli del “Gambero Rosso Academy – Città del gusto” (Palermo Marina Yachting, Molo Trapezoidale), guidati da chef stellati come Nino Graziano (ristorante La Bottega Siciliana di Mosca), Tony Lo Coco (ristorante I Pupi di Bagheria - Palermo), Pino Cuttaia (ristorante La Madia di Licata - Agrigento), Carmelo Trentacosti (ristorante MEC di Palermo) e chef noti a livello internazionale come Mario Peqini e Pietro La Torre (Aquanova Hosteria di Canicattì - Agrigento), presentati da Luciano Di Marco “Lucianeddu” (ristorante Addakuosa) e dalla giornalista Francesca Landolina. Tra gli altri, hanno partecipato alla giornata Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, Simona Trapani, direttore medico di presidio dell’Azienda Policlinico Giaccone di Palermo, Walter Messina, direttore generale Arnas ospedale Civico di Palermo, Alberto Firenze, direttore generale Asp Palermo. “I dati oggi ci indicano che, grazie ai nuovi farmaci con nuove molecole, riusciamo a curare meglio i nostri pazienti – sottolineano Angelo Ferrantelli e Marco Guarneri – e ne facciamo entrare meno in dialisi. Purtroppo, però, ancora sono tanti i pazienti che sono sottoposti a dialisi. Il numero costante e la diminuzione dei pazienti incidenti è certamente un fatto importante. Invece, va segnalato – proseguono i due specialisti - il dato drammatico rispetto ai 604 pazienti in lista d’attesa di trapianto renale, a fronte di circa 4.500 pazienti dializzati in Sicilia che potrebbero essere inseriti nella lista. Troppo pochi, un numero esiguo che ci invita a una profonda riflessione, considerato che un paziente sottoposto a dialisi costa circa 50 mila euro annui alla sanità. Sul fronte delle donazioni – aggiungono i due nefrologi – negli ultimi tre anni riscontriamo un importante tasso di opposizione alla donazione, nonostante la dichiarazione di disponibilità del donatore. I familiari quindi non hanno voluto donare, nel 2024 il tasso di opposizione cala leggermente, ma nel 2025 sono aumentate di nuovo le opposizioni. La drammatica vicenda del bambino Domenico, a Napoli, ha fatto saltare parecchie donazioni, per ogni paziente che dona ci sono sette persone che possono continuare a vivere. Oggi - concludono Ferrantelli e Guarneri - l'obiettivo è duplice, promuovere la cultura della donazione per incentivare i trapianti in Sicilia e dimostrare che le restrizioni cliniche possono tradursi in alta cucina”. La manifestazione ha visto protagonisti ai fornelli pazienti e caregivers, tra gli altri anche il giornalista Wladimir Pantaleone, paziente da tre anni e mezzo, in lista per il trapianto di rene, che ha partecipato con la figlia Vittoria: "Quando si parla di cibo, le difficoltà per noi pazienti sono tante - spiega - ma la principale è una: resistere alle tentazioni del buon cibo, ai sapori, alla carne. Quindi bisogna trovare delle alternative valide per nutrirsi e sostentarsi. Secondo gli chef stellati queste alternative sono possibili, ma per noi è molto più difficile. Dopo oggi spero però di portare a casa, nel mio piccolo bagaglio culinario, qualche ricetta in più". "Da due anni faccio da caregiver per un mio carissimo amico - racconta la dottoressa Laura Alioto -. E’ un paziente cronico, affetto da una patologia autoimmune ai reni, che però per fortuna tiene sotto controllo. Ho deciso di partecipare a questo evento perché vivo quotidianamente la sua frustrazione legata alle numerose limitazioni nel cibo. Ho potuto constatare che, di frequente, soprattutto i pazienti dializzati, sono costretti a limitarsi nell'assunzione di frutta e verdura e nelle quantità di proteine. Intanto, imparo per il mio amico qualche ricetta nuova, grazie all'estro degli chef stellati". "Cerco di mangiare il più sano possibile - racconta Giuseppe Genovese, un altro paziente ai fornelli - ho eliminato il sale già da tempo, ma cerco di imparare sempre nuove ricette per variare l’alimentazione assai limitata, perché questo è il vero problema per noi pazienti". A vincere la gara culinaria Marco Coppola (antipasto con chef Nino Graziano), Pietro Salamone (primo piatto con chef Tony Lo Coco), Daniele Favata (secondo piatto con chef Pino Cuttaia) e Davide Bologna (dessert con chef Carmelo Trentacosti).

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