“Quella degli ex Pip e degli ex Keller è una battaglia che porto avanti da anni in Aula e accanto ai lavoratori. Oggi possiamo dire che il traguardo è a portata di mano – ha dichiarato Caronia –. Per ragioni esclusivamente tecniche, legate alla natura della manovra correttiva, il governo ha chiesto di rinviare la norma sull’aumento del monte ore. È un’esigenza che ho valutato e condiviso, perché ciò che conta è il risultato e non lo strumento. Do atto al presidente della Regione, Renato Schifani, della disponibilità dimostrata e della scelta di assumere in prima persona questo impegno e ringrazio l’assessore all’Economia, Alessandro Dagnino, per il lavoro svolto. La norma che porta a 36 ore settimanali, full time, il contratto dei circa duemila lavoratori ex Pip ed ex Keller sarà inserita nel testo base del disegno di legge di Stabilità che il governo depositerà nella prima settimana di novembre”.
“Questo impegno – ha sottolineato Marianna Caronia – sarà formalizzato dal governo in Aula, davanti al Parlamento siciliano: un impegno pubblico e solenne nei confronti dell’Assemblea e dei lavoratori. Continuerò ad accompagnare questo percorso con la stessa determinazione con cui l’ho avviato, fino all’approvazione definitiva della norma. Ringrazio la maggioranza e il governo per aver condiviso questo obiettivo e sono certa che l’intero Parlamento, e non solo la maggioranza, sosterrà una norma che restituisce dignità a migliaia di famiglie siciliane”.
Un risultato che arriva dopo anni di iniziative parlamentari di Caronia e al termine di un confronto serrato con l’esecutivo, nel quale si è rivelata risolutiva l’interlocuzione del coordinatore politico nazionale di Noi Moderati, Saverio Romano, che ha contribuito in modo determinante a portare la vertenza verso una soluzione definitiva.
“La genesi di questo bacino risale alla ‘Primavera di Palermo’ della giunta Orlando, per poi transitare nel 2009 in Regione come bacino di sussidiati – ha ricordato Caronia –. Va riconosciuto che con il governo Schifani abbiamo ottenuto la loro stabilizzazione, ma per vincoli di bilancio con stipendi di poco più di 800 euro al mese, ben al di sotto della soglia di povertà. Parliamo di lavoratori che oggi costituiscono la metà del personale della Sas (Servizi Ausiliari Sicilia). Restituire loro uno stipendio dignitoso significa anche spezzare il meccanismo che trasforma una platea di lavoratori in un bacino elettorale e renderli liberi da ogni forma di ricatto”.
“La lotta al precariato storico è da sempre al centro del mio impegno politico – ha concluso l’esponente di Noi Moderati –. Con la norma sugli ex Pip ed ex Keller chiudiamo un percorso lungo trent’anni, e l’auspicio è che si possa procedere allo stesso modo con le altre sacche di precariato dell’Isola, a partire dai contrattisti dei Comuni. Consentire ai siciliani di avere salari giusti e chiudere definitivamente l’era del precariato resta per noi la priorità assoluta”. Palermo, 19 ottobre 2026

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