L’allestimento, proveniente dall’Opéra de Rouen-Normandie, porta la firma del regista francese Pierre-Emmanuel Rousseau (regia, scene e costumi) che traspone la vicenda della regina assiro-babilonese in una New York contemporanea, cupa e decadente. Ispirandosi alla visione biblica di Babilonia come metropoli del vizio e dell'immoralità, Rousseau trasforma la corte antica in un’arena di potere oppressiva, dove tra pareti di marmo nero e luci al neon si consumano rituali di violenza sanguinaria. Collaborano alla messinscena il light designer Gilles Gentner che scolpisce lo spazio con un chiaroscuro drammatico, Achille Jourdain (assistente alla regia) e Carlo D’Abramo (azioni mimiche).
Alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Massimo (preparato dal Maestro Salvatore Punturo) è il direttore d’orchestra americano Christopher Franklin, profondo conoscitore del repertorio rossiniano, direttore principale dell'Opera di Minneapolis. Il cast conta su grandi interpreti, a partire da Vasilisa Berzhanskaya nel ruolo del titolo (in alternanza con Maria Grazia Schiavo), che affronta la parte scritta da Rossini per l’amata Isabella Colbran. Accanto a lei, il mezzosoprano palermitano Chiara Amarù veste i panni di Arsace, uno dei più importanti ruoli rossiniani en travesti, figura amletica e pura che si muove in un mondo dominato dalla corruzione (in alternanza con Ginger Costa-Jackson). Completano il cast Mirco Palazzi e Nahuel Di Pierro nei panni dello spietato e ambizioso principe Assur, amante di Semiramide, mentre Maxim Mironov e Antonino Siragusa si alternano nelle repliche per il ruolo di Idreno, insieme a Francesca Cucuzza (Azema), Adriano Gramigni (Oroe / L’ombra di Nino) e Samuele Di Leo (Mitrane).
“L’ispirazione estetica - rivela il regista – deriva dalle atmosfere di due maestri del cinema: Stanley Kubrick (per le suggestioni di Eyes Wide Shut) e Tony Scott regista del cult horror-erotico Miriam si sveglia a mezzanotte, interpretato da Catherine Deneuve e David Bowie. Semiramide appare qui come una mantide religiosa, una sovrana assoluta e spietata disposta a tutto per il potere, una creatura predatrice, quasi vampiresca, dominata da una sensualità oscura, che però soccombe al dolore della sua ferita più profonda e si trasforma infine in mère éplorée. I costumi attingono all’haute couture francese, da Yves Saint-Laurent a Givenchy, vestendo i protagonisti di un fascino cupo e sofisticato. Il libretto è molto profondo e la partitura mi ha offerto molte chiavi di lettura, la musica di Rossini agisce come una colonna sonora noir, potente e malinconica: già durante la sinfonia ho inserito una sorta di prequel che mostra l’assassinio del re e il funerale del bambino. Volevo mostrare la duplicità di questa donna: non è solo un mostro assetato di potere, ma una regina ferita, un'anima tragica sospesa tra il sangue versato per il trono e la perdita di un figlio”.
La vicenda, dalle forti assonanze shakespeariane è ambientata nei meandri di una Babilonia / New York decadente e corrotta. Ruota attorno alla figura della regina Semiramide, che quindici anni prima, con l’aiuto dell’amante Assur, ha avvelenato il marito, il Re Nino. Mentre l’ombra del sovrano ucciso reclama vendetta e il trono attende un erede, la regina s’innamora del giovane e valoroso guerriero Arsace, ignorando che dietro la sua identità si celi in realtà il figlio Ninia, creduto morto, legittimo successore al trono. Semiramide, regina e madre, si scopre carnefice e vittima allo stesso tempo: donna ferita in bilico tra il trono e l’abisso, prigioniera del desiderio sensuale e del potere che la porta prima a uccidere il marito e legarsi ad Assur, poi a cercare di sedurre inconsapevolmente il figlio perduto. La catarsi finale si compie nell'oscurità del mausoleo di Nino: in un tragico errore indotto dal destino, Arsace trafigge a morte la madre credendo di colpire il rivale Assur. Con la morte della regina sale al trono un erede che è al contempo il giustiziere di sua madre.
Ad anticipare il debutto dell’11 marzo saranno due appuntamenti di approfondimento e introduzione all’ascolto, in Sala ONU. Il 5 marzo alle ore 18:00, la drammaturga e scrittrice Beatrice Monroy racconterà la vicenda di Semiramide insieme agli attori Giuseppe Cutino e Sabrina Petix (biglietto 3 euro). Il 6 marzo, sempre alle ore 18:00, l’incontro a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo vedrà il ritorno dello scrittore e critico teatrale Alberto Mattioli (ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili).
Dopo la prima di mercoledì 11 marzo alle ore 20:00 (Turno Prime), le repliche proseguiranno giovedì 12 Marzo alle 18:30 (Turno Opera), venerdì 13 marzo alle 18:30 (Turno B), sabato 14 marzo alle 20:00 (Turno F), domenica 15 marzo alle 17:30 (Turno D), martedì 17 marzo alle 18:30 (fuori abbonamento), mercoledì 18 marzo alle 18:30 (Turno C).

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