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CASTELVETRANO: «Demolire non è una soluzione» I consiglieri Bertolino, Lo Piano e Martino: «Abusi edilizi figli della mancata pianificazione»
«Il fenomeno dell'abusivismo edilizio sanabile e non, è certamente da ricercare nella mancata attività di pianificazione territoriale protesa alla redazione, stesura o
Castelvetrano:Tragedia sfiorata nel viadotto
Il viadotto Belice, che lungo la Statale 115 collega Castelvetrano con Menfi e le province di Trapani e Agrigento, non è stato mai in condizioni ottimali e giovedì sera lo ha dimostrato ulteriormente facendo sfiorare una tragedia di
CASTELVETRANO:Per 227 precari comunali c'è la proroga dei contratti
Margherita Leggio (LA Sicilia)
Castelvetrano. Il via libera è arrivato dall'Ars lo scorso 1 agosto con l'approvazione di un deliberato e così il giorno successivo
CASTELVETRANO. Ordinanza del sindaco per proteggere oltre 27 pozzi. Prevista serie di divieti
Castelvetrano. Sono 27 i pozzi che il Comune di Trapani possiede in contrada Bresciana, a Castelvetrano, per soddisfare i fabbisogni idrici del proprio territorio. Lo si evince da una ordinanza del sindaco del centro belicino, Felice
Panificazione, scoppia la polemica sulla scelta di aumentare i prezzi
Castelvetrano.E' polemica nel centro belicino dopo la decisione di alcuni panificatori di aumentare il prezzo del pane bianco a 2,40 euro e di quello nero, tipico di Castelvetrano, a 2,80 euro al chilogrammo al termine di un
Partanna. Fiori bianchi, lacrime e molto dolore. Davanti al feretro di Baldassare Aiello, il bambino di nove anni
Partanna. Fiori bianchi, lacrime e molto dolore. Davanti al feretro di Baldassare Aiello, il bambino di nove anni investito e ucciso martedì sera mentre attraversava via Castelvetrano,
Incendio ai magazzini «Keidea» «Le fiamme sono state dolose»
Potrebbe essere stato appiccato l'incendio che domenica scorsa ha distrutto, in contrada Strasatto Paratore, un capannone in lamiera coibentata di circa 1.700 metri quadrati di proprietà dell'azienda "Keidea", che nella vicina area
Scoperte nella chiesa di San Domenico
Ha riservato scoperte inedite che saranno rese note con la riapertura della struttura il restauro della chiesa di San Domenico il quale è stato completato con oltre un anno e mezzo di ritardo sulla tabella di marcia ed è rimasto bloccato per 12 mesi a causa di intoppi di natura burocratica.
«Durante i lavori - dice il responsabile dei lavori, l'arch. Gaspare Bianco della Sovrintendenza di Trapani - abbiamo scoperto che per l'epoca, parliamo del 1500, sono state utilizzate tecniche innovative per la realizzazione delle decorazioni e ciò farà certamente scuola nel campo del restauro. Adesso ci stiamo occupando degli ultimi adempimenti e con le somme residue prima della riapertura pensiamo di completare l'impiantistica. Immediatamente dopo lavoreremo per la valorizzazione di questo monumento che è la più alta espressione del manierismo siciliano. È la Sistina di Roma all'ennesima potenza e l'albero di Jesse è il più straordinario esempio di arte che abbiamo».
La chiesa di San Domenico fu costruita nel 1470 per volere dei Tagliavia, signori di Castelvetrano e nella seconda metà del XVI secolo ne divenne il mausoleo della famiglia. Stucchi e affreschi furono realizzati tra il 1574 e il 1580 da Antonio Ferraro che nei lavori fu collaborato dai figli. La chiesa rimase chiusa per molti anni dopo il terremoto del 1968 e subì danni a causa delle infiltrazioni di acqua piovana. Negli anni Ottanta furono eseguiti alcuni interventi di restauro che permisero di riparare le coperture e di riaprirla parziale per il culto. Nel 2005 il suo stato di degrado fu denunciato anche da Legambiente.
I lavori di restauro, finanziati per 1.133.795 euro con somme del Por 2000-2006 "Risorse liberate", sono stati eseguiti dalla società Tecnorestauri di Acireale che li ha iniziati a fine ottobre 2009 e che avrebbe dovuti consegnarli entro il 13 agosto 2011, data slittata per via di vari problemi burocratici. Era dall'1 novembre 1992 che comitati cittadini spontanei costituiti da intellettuali e non spingevano per il recupero del prezioso monumento che tra breve potrà essere ammirato nella sua totale bellezza.
di Margherita Leggio(LA SICILIA)
Venti euro è il bottino della rapina alla parruccheria
Venti euro è il bottino di un rapinatore solitario che ieri mattina, intorno alle 9, ha seminato il panico tra le clienti e la proprietaria della parrucchieria "Emilia" di piazza Diodoro Siculo, in pieno centro abitato. L'uomo, armato di una pistola, non si sa bene se giocattolo o meno, per rendersi irriconoscibile indossava occhiali da sole e un cappellino e aveva un abbigliamento casual.
È riuscito a introdursi nella parrucchieria, che sorge al primo piano di un immobile, grazie al fatto che la porta d'ingresso era aperta. Una volta all'interno dei locali dell'attività il rapinatore ha minacciato la titolare con la pistola, ma quella non aveva ancora incassato alcunchè così si è "accontentato" di 20 euro che si è fatti consegnare da una cliente. Datosi alla fuga si è poi dileguato. Sul posto sono stati fatti intervenire i carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della Compagnia che hanno avviato le indagini per identificarlo.
(Margherita Leggio La Sicilia)
«Il nostro obiettivo è quello di far nascere a Castelvetrano una associazione antirac...
«Il nostro obiettivo è quello di far nascere a Castelvetrano una associazione antiracket. Qui la mafia non è un corpo estraneo alla comunità e vi è un'area grigia di imprenditori assai ampia». Lo ha detto ieri Tano Grasso, fondatore della Federazione nazionale antiracket, intervenendo al Liceo Classico a una manifestazione organizzata da Fai e "LiberoFuturo" per rilanciare il consumo critico Addiopizzo. Ieri l'iniziativa è stata preceduta dall'arrivo della carovana "Primavera antiracket" al Liceo Scientifico ai cui studenti è stato proposto un video. All'incontro era presente pure Vincenzo Italia, l'imprenditore 21enne al quale la scorsa settimana, in un terreno di Triscina, sono stati tagliati oltre 500 alberi di melograno. Vicinanza al ragazzo è stata espressa da tutti i presenti. «Quanto mi è accaduto - ha detto - è stato vile. Ho denunciato e non sono rimasto solo. Con me ci sono tanti coetanei che non hanno paura del cambiamento». Enrico Colajanni e Nicola Celmenza, coordinatori di "LiberoFuturo" di Palermo e Trapani, hanno ribadito l'importanza di fare acquisti responsabili da esercenti che non pagano il pizzo. «Una mafia che si manifesta con questi gesti - ha detto Giuseppe Linares, dirigente della Divisione di Polizia anticrimine della Questura riferendosi all'attentato subito da Italia - è presente. Agli individui che hanno agito dico che sono stati sfruttati e pagheranno per il loro gesto. Le casse della mafia alimentate con le richieste di pizzo saranno prosciugate dagli arresti». All'incontro, moderato dal vicepreside Lillo Giorgi, tra gli altri hanno preso parte Renzo Caponetti, presidente antiracket di Gela, Salvatore Inguì, presidente provinciale di Libera, il sindaco Felice Errante e altre autorità civili e militari.
(Margherita Leggio La Sicilia)
Parco, «no» al ritorno al passato Selinunte.
Castelvetrano. È un unanime coro di «no» quello che giunge dal centro belicino al governatore Crocetta relativamente alla sua idea di un ritorno al passato per la gestione dei parchi archeologici, tra i quali quello di Selinunte, che è il più vasto d'Europa e che ritornerebbe sotto l'egida della Soprintendenza di Trapani.
La scure taglierebbe in tutta la Sicilia 23 degli attuali 26 parchi archeologici che a detta di Sergio Gelardi, dirigente generale dell'assessorato regionale ai Beni culturali, sarebbero stati istituiti in dispregio alla legge in quanto i direttori sono stati nominati «prima di stabilire i perimetri e le aree di rispetto dei siti». A lanciare per prima l'allarme sulla paventata eliminazione del parco di Selinunte e delle Cave di Cusa due giorni fa è stata la sua direttrice Caterina Greco. Le sue preoccupazioni sul nuovo assetto organizzativo del Dipartimento regionale dei Beni culturali, ieri, sono state condivise dal sindaco Felice Errante.
«La meritoria opera - ha affermato il primo cittadino - portata avanti negli ultimi anni dall'attuale staff dirigente ha riportato sotto i riflettori il patrimonio archeologico della nostra città permettendo di cogliere importanti risultati, anche nell'ambito dei finanziamenti, che consentiranno la riqualificazione dei nostri beni. Auspichiamo la conferma del nostro parco archeologico».
Allarmati si sono detti pure i deputati regionali Giovanni Greco e Giovanni Lo Sciuto, del partito dei Siciliani-Mpa e Mariella Maggio, del Pd, tutti componenti della V Commissione Cultura. Per Greco e Lo Sciuto «I 26 parchi archeologici siciliani costituiscono una esperienza da difendere», mentre per Maggio «il parco di Selinunte ha ridato vita al Belice consentendo una fruizione più efficace del territorio». Con la preannunciata "rivoluzione" in vigore rimarrebbero i parchi di Agrigento, Himera e Giardini Naxos, ma, come previsto da una legge del 2011, ne potrebbero essere creati altri 13.
E' da almeno sei anni che Castelvetrano aspetta che il parco archeologico di Selinunte diventi ente parco. Il provvedimento attendeva la firma dell'assessore regionale ai Beni culturali già nel 2007. Il progetto, poi mai concretizzatosi, è stato fortemente sostenuto da Legambiente che a più riprese ha sollecitato la Regione e che nel 2008 si è fatta promotrice di una petizione con un'altra ventina di associazioni che ritenevano il «ritardo normativo regionale inammissibile visto che il parco archeologico di Selinunte e delle Cave di Cusa si pone come risorsa unica nel panorama culturale internazionale e che, pertanto, aveva bisogno di piena autonomia scientifica e di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria».
Margherita Leggio(LA SICILIA)
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